Alegranza, Arcipelago Chinijo: l'isola disabitata più a nord delle Canarie

Alegranza è il punto più settentrionale delle Isole Canarie, un’isola vulcanica selvaggia e disabitata di 10,2 km² che fa parte dell’Arcipelago Chinijo. Il suo nome, che in spagnolo antico significa “gioia”, fu dato dal conquistatore normanno Jean de Béthencourt nel 1402, quando avvistò questa terra dopo una lunga traversata dall’Europa.

Ho avuto la fortuna di navigare intorno ad Alegranza in due occasioni, l’ultima nel settembre 2024. Avvicinandosi dall’isola di La Graciosa, lo spettacolo è indimenticabile: il profilo della Caldera che domina l’orizzonte, le scogliere rossastre erose dal mare, e soprattutto le migliaia di berte maggiori che volteggiano attorno alla barca. È uno dei luoghi più selvaggi e incontaminati che abbia mai visto nelle Canarie.

L’isola è la seconda più grande dell’Arcipelago Chinijo dopo La Graciosa e appartiene amministrativamente al comune di Teguise (Lanzarote). È di proprietà privata della famiglia Jordán-Martinón, ma essendo parte del Parco Naturale dell’Arcipelago Chinijo e della Riserva Naturale Integrale de Los Islotes, non sono consentite costruzioni né modifiche al terreno.

CaratteristicaDato
Superficie10,2 km²
Popolazione0 (disabitata)
Altitudine massima289 m (La Caldera)
Diametro cratere1,1 km
ComuneTeguise (Lanzarote)
ProtezioneParco Naturale, ZEPA, Riserva Integrale
PernottamentoVietato
Dati essenziali di Alegranza – aggiornamento gennaio 2026

Geografia e vulcanismo

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Vista aerea di Alegranza con il cratere de La Caldera

Alegranza è un’isola interamente vulcanica, formatasi durante il Quaternario su una piattaforma sottomarina profonda meno di 200 metri. Ciò che colpisce immediatamente avvicinandosi è lo spettacolare cono vulcanico de La Caldera, che raggiunge i 289 metri sul livello del mare con un cratere di 1,1 km di diametro.

Sul versante occidentale de La Caldera, l’erosione marina ha scavato una imponente scogliera che rivela la struttura interna del vulcano, con strati di lava e ceneri vulcaniche multicolori che sono uno spettacolo geologico unico. Separati dalla piattaforma centrale, verso est si allineano altri tre coni vulcanici:

Cono vulcanicoAltitudineCaratteristiche
La Caldera289 mCono principale, cratere 1,1 km
Montaña de Lobos256 mSecondo cono più alto
Morro de las Atalayas130 mTagliato dall’erosione marina
Morro de la Rapadura130 mScogliere spettacolari
I coni vulcanici di Alegranza

La porzione settentrionale dell’isola è prevalentemente pianeggiante, con un’area chiamata El Jablillo occupata da fine sabbia bianca trasportata dal mare e dal vento. Sul lato occidentale si trova una delle attrazioni più spettacolari: una cavità marina (jameo) in cui è possibile immergersi e, attraverso un tunnel stretto e buio, risalire in superficie all’interno di un cono aperto — un’esperienza da brividi nella più assoluta desolazione.

Il Faro di Punta Delgada: patrimonio storico dal 1865

Nella parte orientale dell’isola sorge il Faro di Punta Delgada, il faro più settentrionale delle Isole Canarie. Fu progettato dall’ingegnere Juan de León y Castillo come parte del piano originale di illuminazione marittima delle Canarie: la costruzione iniziò nel 1861 e il faro divenne operativo il 30 aprile 1865.

Costruito in stile neoclassico, il complesso comprende un edificio principale ad un piano, intonacato di bianco con dettagli in pietra vulcanica scura, e una torre conica di 15 metri in muratura grigia. Il diametro della torre è di 3,70 metri e la portata luminosa raggiunge le 12 miglia nautiche.

Il faro fu progettato per ospitare due guardiani e le loro famiglie, con un cortile centrale dotato di cisterna per raccogliere l’acqua piovana — insufficiente data la scarsa piovosità, tant’è che fu necessario costruire anche un pozzo a 20 metri dall’edificio. Il 20 dicembre 2002 il faro è stato dichiarato Bene di Interesse Culturale (Bien de Interés Cultural) con categoria di monumento.

Oggi il faro funziona in modo automatico e l’edificio ospita occasionalmente ricercatori e personale scientifico che studia le colonie di uccelli marini dell’isola, in particolare le berte maggiori durante la stagione riproduttiva.

Un santuario per gli uccelli marini

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Uccello delle tempeste di Castro (Oceanodroma castro)

Alegranza è riconosciuta come uno dei siti di nidificazione più importanti d’Europa per gli uccelli marini. L’isola, insieme a Montaña Clara e al Roque del Este, ospita la seconda colonia riproduttiva di berta maggiore più grande al mondo, con circa 11.000 coppie secondo il WWF.

Ma il vero gioiello ornitologico è la presenza dell’unica colonia atlantica di falco della regina (Falco eleonorae). Questi rapaci compiono ogni anno una migrazione straordinaria dal Madagascar attraverso l’intero continente africano per nidificare qui tra maggio e ottobre. La colonia di Alegranza conta circa 140 coppie, studiate dalla Dr. Laura Gangoso dell’Università di Amsterdam in una delle ricerche più approfondite al mondo su questa specie.

L’abbondanza di pesce nelle acque circostanti permette ad Alegranza di essere rifugio e area di nidificazione per numerose specie protette:

  • Berta maggiore (Calonectris diomedea): la specie più numerosa, nidifica in grotte e anfratti
  • Falco della regina (Falco eleonorae): unica colonia atlantica, circa 140 coppie
  • Falco pescatore (Pandion haliaetus): una delle aree più importanti delle Canarie
  • Uccello delle tempeste facciabianca (Pelagodroma marina): specie rara
  • Uccello delle tempeste di Castro (Oceanodroma castro)
  • Uccello delle tempeste europeo (Hydrobates pelagicus)
  • Berta di Bulwer (Bulweria bulwerii)
  • Berta minore fosca (Puffinus assimilis)
  • Capovaccaio (Neophron percnopterus): sottospecie endemica majorensis
  • Falco di Barberia (Falco pelegrinoides)

In totale, sull’isola sono state censite oltre 80 specie di uccelli, molte delle quali utilizzano Alegranza come importante area di sosta durante le migrazioni tra Europa e Africa.

Flora: sopravvivere nel deserto vulcanico

La vegetazione di Alegranza è tipica del piano basale canario, adattata a condizioni di estrema aridità, forte vento e alta salinità. Le comunità vegetali più rappresentate sono:

  • Comunità alofile: piante adattate all’elevata concentrazione salina vicino alla costa
  • Euphorbia balsamifera (tabaiba dolce): sviluppa forme spettacolari modellate dal vento
  • Launaea arborescens (ginestra delle Canarie): arbusto resistente tipico delle zone aride
  • Nicotiana glauca (tabacco glauco): specie non autoctona, ma ormai naturalizzata

Il Parco Naturale dell’Arcipelago Chinijo ospita complessivamente circa 390 taxa di flora vascolare, di cui 62 sono endemismi canari — il 12% del totale dell’arcipelago e il 78,5% degli endemismi presenti a Lanzarote.

Come visitare Alegranza

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Escursione in barca verso Alegranza

Alegranza è raggiungibile esclusivamente via mare con barca privata o escursione organizzata. Essendo proprietà privata e area protetta, esistono regole precise:

  • Pernottamento vietato: non è consentito campeggiare o dormire sull’isola
  • Accesso limitato: si può sbarcare solo con autorizzazione o con tour organizzato
  • Percorsi obbligatori: bisogna seguire i sentieri esistenti per proteggere la fauna
  • Rispetto della fauna: durante la stagione riproduttiva (marzo-ottobre), le colonie non vanno disturbate

Escursioni organizzate

Le escursioni per visitare Alegranza partono tipicamente da Órzola (nord di Lanzarote) o da Caleta del Sebo (La Graciosa). Un’escursione tipica include:

  1. Partenza ore 8:00 circa da Órzola
  2. Navigazione costiera di Alegranza con osservazione del faro, delle scogliere e degli uccelli marini
  3. Possibile sosta per snorkeling nelle acque cristalline
  4. Visita a Montaña Clara (navigazione costiera, sbarco non consentito)
  5. Sosta a La Graciosa per pranzo e tempo libero
  6. Rientro a Órzola nel tardo pomeriggio

Consiglio pratico: portate acqua in abbondanza, cappello, crema solare alta protezione, costume da bagno, asciugamano, scarpe comode per camminare e binocolo per il birdwatching. Per chi soffre il mal di mare, la traversata può essere impegnativa con vento forte.

Il periodo migliore per visitare

Per l’osservazione degli uccelli marini, il periodo ideale è tra settembre e fine ottobre, quando le giovani berte maggiori sono pronte a lasciare i nidi e i falchi della regina sono ancora presenti prima della migrazione verso il Madagascar. Tuttavia, la stagione riproduttiva (marzo-ottobre) rende l’isola più sensibile: è fondamentale non disturbare le colonie e osservare dalla barca.

Storia e curiosità

Il nome “Alegranza” deriva dallo spagnolo antico e significa “gioia”. Secondo la tradizione, fu dato da Jean de Béthencourt nel 1402, quando avvistò questa terra dopo settimane di navigazione dalla Normandia — la gioia di vedere terra ferma dopo tanto mare.

Nella prima metà del XX secolo, l’isola ospitò una piccola azienda agricola e zootecnica, i cui resti sono ancora visibili nella parte meridionale. L’attività fu abbandonata per le difficili condizioni di vita: assenza di acqua dolce, isolamento estremo, vento incessante.

Una figura storica legata ad Alegranza è Agustín Pallarés (1928-2022), ricercatore e cronista di Lanzarote, che visse sull’isola da bambino tra il 1937 e il 1944 quando il padre fu assegnato al faro. Pallarés descrisse Alegranza come “un’aula aperta per vedere ogni giorno flora, fauna, mare e geologia in tutto il loro splendore” — tanto che da adulto divenne torrero e chiese di essere assegnato proprio al faro di Punta Delgada.

Domande frequenti su Alegranza

Si può dormire sull’isola di Alegranza?

No. Il pernottamento è severamente vietato per proteggere le colonie di uccelli marini. L’unica eccezione riguarda il personale scientifico autorizzato dalla Consejería de Medio Ambiente del Gobierno de Canarias.

Come si arriva ad Alegranza?

L’isola è raggiungibile solo via mare, con barca privata o partecipando a un’escursione organizzata che parte da Órzola o da La Graciosa. Non esistono servizi di traghetto regolari.

Quanto dura l’escursione ad Alegranza?

Un’escursione tipica dura una giornata intera (8-10 ore), includendo la navigazione, la circumnavigazione dell’isola, possibili soste per snorkeling e una pausa a La Graciosa.

Perché Alegranza è importante per gli uccelli?

Alegranza ospita la seconda colonia riproduttiva più grande al mondo di berta maggiore (circa 11.000 coppie nell’Arcipelago Chinijo) e l’unica colonia atlantica di falco della regina. È anche una zona di sosta fondamentale per gli uccelli migratori.

A chi appartiene l’isola di Alegranza?

L’isola è proprietà privata della famiglia Jordán-Martinón. Tuttavia, essendo parte del Parco Naturale dell’Arcipelago Chinijo, non sono permesse costruzioni né modifiche al terreno.

Scopri le altre isole dell’Arcipelago Chinijo:
La Graciosa | Montaña Clara | Roque del Este | Roque del Oeste

Gabriele - Visitare Lanzarote

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