Roque del Este è uno degli isolotti più remoti e inaccessibili dell’Arcipelago Chinijo. Situato a 12 km a nord-est di Lanzarote, rappresenta il punto più orientale dell’intero Arcipelago Canario — il primo lembo di terra europea ad essere baciato dal sole ogni mattina.
Ho osservato Roque del Este dalla costa di Órzola in diverse occasioni, e ogni volta mi ha colpito come questa sagoma scura a forma di L rovesciata sembri emergere dal nulla all’orizzonte. È un luogo che incarna il concetto stesso di isolamento: troppo lontano per le escursioni turistiche, troppo protetto per qualsiasi attività umana, eppure brulicante di vita.
L’isolotto fa parte della Riserva Naturale Integrale de Los Islotes e gode del massimo livello di protezione: un’area di esclusione di 1 miglio nautico (1,85 km) circonda completamente il Roque, vietando pesca, immersioni e qualsiasi attività non scientifica. Questo ha permesso ai suoi fondali di diventare uno degli ecosistemi marini più puri dell’Atlantico.
| Caratteristica | Dato |
|---|---|
| Distanza da Lanzarote | 12 km (nord-est) |
| Altitudine massima | 84 m (El Campanario, nord) |
| Altitudine sud | 63 m |
| Forma | L rovesciata |
| Popolazione | 0 (disabitato) |
| Comune | Teguise (Lanzarote) |
| Protezione | Riserva Integrale (raggio 1 miglio) |
| Specie marine | 228 catalogate |
| Nome antico | Racham (XIV secolo) |
Geografia e geologia vulcanica

L’origine di Roque del Este è vulcanica e relativamente recente in termini geologici: fa parte delle eruzioni che hanno dato vita agli isolotti del nord di Lanzarote durante il Quaternario, circa 43.000-45.000 anni fa. Ciò che rende unico questo isolotto è la sua posizione: tra Roque del Este e Lanzarote si trova uno dei fondali più profondi della piattaforma sottomarina su cui poggia l’Arcipelago Chinijo, raggiungendo i 200 metri di profondità.
La superficie dell’isolotto, sgretolata dall’erosione marina nel corso dei millenni, rivela i resti di un doppio cono vulcanico. La forma caratteristica a L rovesciata presenta due elevazioni distinte:
- El Campanario (84 m): l’elevazione settentrionale, una formazione rocciosa curiosamente scolpita dalla natura. Alla sua base si apre uno spettacolare tunnel sottomarino di 100 metri, con un diametro variabile tra 5 e 10 metri, che attraversa il Roque da nord a sud.
- Elevazione meridionale (63 m): la punta sud dell’isolotto, meno imponente ma altrettanto inaccessibile.
Il tunnel sottomarino: l’habitat più puro delle Canarie
Il tunnel alla base di El Campanario è considerato l’habitat marino più incontaminato delle Isole Canarie. Protetto dalle correnti e dalla luce diretta, ospita una concentrazione eccezionale di vita marina. I pochi ricercatori autorizzati a immergersi qui descrivono fondali dove le cernie non temono l’uomo e i banchi di pesci sono così densi da oscurare la visuale.
Un nome antico: Racham
Nelle carte nautiche medievali, Roque del Este era conosciuto come Racham. Il nome appare per la prima volta nel Libro del Conosçimiento, un testo geografico spagnolo della metà del XIV secolo. Fu il cartografo portoghese Valentim Fernández, all’inizio del XVI secolo, a introdurre il nome attuale “Roque del Este” (Roccia dell’Est), riferendosi alla sua posizione di punto più orientale dell’arcipelago.
La lucertola atlantica: una sottospecie unica a rischio
Nonostante le dimensioni ridotte e la ripidità del terreno, Roque del Este ospita una popolazione di lucertola atlantica (Gallotia atlantica) che potrebbe rappresentare una sottospecie unica, distinta da quelle presenti a Lanzarote e Fuerteventura. L’isolamento geografico ha permesso a questi rettili di evolversi separatamente per migliaia di anni.
Le condizioni estreme del loro habitat — scarse risorse idriche, vegetazione limitata, esposizione costante al vento marino — hanno però reso questa popolazione seriamente minacciata. I ricercatori considerano prioritario uno studio genetico approfondito per determinare se si tratti effettivamente di una sottospecie endemica.
Santuario degli uccelli marini

Roque del Este è uno dei siti di nidificazione più importanti per gli uccelli marini delle Canarie. L’assenza totale di predatori introdotti (ratti, gatti) e l’inaccessibilità alle attività umane hanno preservato colonie che altrove sono state decimate.
| Specie | Nome scientifico | Status |
|---|---|---|
| Berta maggiore | Calonectris diomedea | Colonia principale dell’isolotto |
| Uccello delle tempeste di Castro | Oceanodroma castro | Grandi colonie nidificanti |
| Berta di Bulwer | Bulweria bulwerii | Grandi colonie nidificanti |
| Berta minore fosca | Puffinus assimilis | Nidificante |
| Uccello tempeste facciabianca | Pelagodroma marina | Nidificante |
| Uccello tempeste europeo | Hydrobates pelagicus | Nidificante |
| Gabbiano reale nordico | Larus argentatus | Colonia riproduttiva |
| Falco della regina | Falco eleonorae | ~12 coppie nidificanti |
La berta maggiore (Calonectris diomedea) forma la colonia più numerosa. Questi uccelli pelagici trascorrono la maggior parte dell’anno in mare aperto, tornando a Roque del Este solo per la riproduzione tra marzo e ottobre. Il loro richiamo notturno — un suono lamentoso che ricorda un pianto umano — riempie l’isolotto durante la stagione riproduttiva.
Il falco della regina (Falco eleonorae) è una delle specie più affascinanti: questo rapace migra ogni anno dal Madagascar alle Canarie specificamente per intercettare gli uccelli migratori che attraversano l’arcipelago in autunno. La popolazione delle Canarie — circa 66 coppie totali distribuite tra Montaña Clara, Alegranza e Roque del Este — rappresenta l’unica colonia spagnola di questa specie in pericolo.
I fondali marini: 228 specie in acque cristalline
La vera ricchezza di Roque del Este si trova sotto la superficie. Grazie alla protezione totale garantita dalla Riserva Integrale, i fondali circostanti ospitano una biodiversità marina eccezionale:
- 228 specie di fauna marina catalogate
- 300 specie di flora marina
- Concentrazioni di cernie, aragoste e murene impossibili da trovare altrove
- Il tunnel sottomarino funge da nursery naturale per molte specie ittiche
Tra Roque del Este e Lanzarote, dove la profondità raggiunge i 200 metri, si trovano piattaforme rocciose spettacolari con pareti verticali (veriles) e cornici sottomarine che creano habitat unici. Questa zona è considerata il cuore biologico della Riserva Marina dell’Arcipelago Chinijo.
Protezione ambientale: la Riserva Integrale
Roque del Este gode del massimo livello di protezione previsto dalla legislazione spagnola ed europea. L’area compresa in un cerchio di 1 miglio nautico (1,852 km) con centro sull’isolotto costituisce la Riserva Integrale, dove:
- È vietata qualsiasi attività di pesca (ricreativa o professionale)
- Sono vietate le immersioni subacquee (anche sportive)
- È vietata la navigazione a motore (salvo transito autorizzato)
- L’accesso è consentito solo per scopi scientifici con autorizzazione specifica
Questa protezione estrema si inserisce in un sistema più ampio che include:
- Riserva Naturale Integrale de Los Islotes (dal 1986)
- Parco Naturale dell’Arcipelago Chinijo (9.112 ettari terrestri)
- ZEPA (Zona di Speciale Protezione per Uccelli, dal 1994)
- Riserva Marina (70.700 ettari, la più grande d’Europa)
Come vedere Roque del Este

A differenza di Roque del Oeste, che può essere osservato da vicino durante le escursioni verso Alegranza, Roque del Este è praticamente irraggiungibile per i visitatori. La distanza dalla rotta turistica standard (12 km da Lanzarote, lontano dagli altri isolotti) e la zona di esclusione rendono impossibile qualsiasi avvicinamento.
Dove osservarlo
Le migliori opzioni per vedere Roque del Este, anche se da lontano:
- Mirador del Río: dalla terrazza panoramica progettata da César Manrique, nelle giornate limpide si può scorgere la sagoma del Roque all’orizzonte orientale
- Costa di Órzola: il porto di partenza per La Graciosa offre viste verso l’arcipelago
- Escursioni in barca: le uscite verso Alegranza permettono di vedere Roque del Este in lontananza, ma senza avvicinarsi
Escursioni nell’Arcipelago Chinijo
Anche se Roque del Este rimane inaccessibile, le escursioni nell’Arcipelago Chinijo permettono di esplorare le altre isole:
- Partenza: Órzola, ore 8:00
- Itinerario: Alegranza, Montaña Clara, Roque del Oeste (passaggio), La Graciosa
- Pranzo: Caleta del Sebo
- Rientro: nel tardo pomeriggio
- Compagnia: Líneas Romero (weekend settembre-ottobre)
Consiglio di portare acqua potabile, cappello, crema solare, costume da bagno, asciugamano e soprattutto un buon binocolo per osservare la fauna dell’arcipelago.
Perché Roque del Este è così importante
Roque del Este rappresenta un laboratorio naturale unico. L’isolamento estremo, la protezione totale e l’assenza di interferenze umane hanno creato condizioni che non esistono praticamente in nessun altro luogo dell’Atlantico orientale.
Per i biologi marini, i fondali del Roque mostrano come erano gli ecosistemi costieri delle Canarie prima dell’impatto umano. Per gli ornitologi, le colonie di uccelli marini offrono dati preziosi su specie in declino altrove. Per i geologi, la struttura vulcanica racconta la storia della formazione dell’arcipelago.
Ma forse il valore più grande di Roque del Este è simbolico: è la prova che esistono ancora luoghi dove la natura può prosperare indisturbata. In un’epoca in cui ogni angolo del pianeta sembra mappato, sfruttato, modificato, questo isolotto roccioso a 12 km dalla costa ci ricorda che proteggere significa anche saper restare lontani.
Domande frequenti su Roque del Este
Si può visitare Roque del Este?
No. L’accesso è riservato esclusivamente a ricercatori con autorizzazione specifica del Gobierno de Canarias. Una zona di esclusione di 1 miglio nautico (1,85 km) circonda l’isolotto, vietando pesca, immersioni e navigazione non autorizzata.
Perché Roque del Este è il punto più orientale delle Canarie?
La sua posizione geografica — 29°16’N, 13°20’W — lo colloca più a est di qualsiasi altro punto emerso dell’Arcipelago Canario. È letteralmente il primo lembo di terra canaria toccato dalla luce del sole ogni mattina.
Cosa significa “Racham”, l’antico nome del Roque?
Il nome Racham appare nel Libro del Conosçimiento del XIV secolo. L’origine etimologica è incerta — potrebbe derivare da lingue berbere o da antichi dialetti marinari. Fu sostituito da “Roque del Este” nel XVI secolo dal cartografo portoghese Valentim Fernández.
Quante specie animali vivono su Roque del Este?
L’isolotto ospita 8 specie di uccelli marini nidificanti, una popolazione di lucertola atlantica (possibile sottospecie unica), 228 specie di fauna marina e 300 specie di flora marina nei fondali circostanti. È uno degli ecosistemi più ricchi delle Canarie.
Cos’è il tunnel sottomarino di El Campanario?
È una cavità naturale di 100 metri di lunghezza (diametro 5-10 m) che attraversa la base dell’elevazione settentrionale del Roque da nord a sud. Protetto da correnti e luce diretta, è considerato l’habitat marino più incontaminato delle Isole Canarie.
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